Piano Nazionale Impresa 4.0

Il sito del Ministero dello Sviluppo Economico ha reso pubblici i dati risultanti dal monitoraggio 2017 e le linee guida per l’anno 2018 relativi al Piano Nazionale Impresa 4.0, che mira ad agevolare l’entrata e lo sviluppo delle imprese nella quarta rivoluzione industriale.

La presentazione del Ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda è stata ospitata a Torino presso le Officine Grandi Riparazioni (OGR), dove hanno preso parte anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e il presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni.

 

impresa 4.0 calenda padoan

Ad oggi…

L’introduzione è stata affidata a Pier Carlo Padoan, ministro delle finanze, che ha tratteggiato una situazione di ripresa, un quadro macroeconomico caratterizzato da una crescita che è tornata ad essere sostenuta, nonostante non possa ancora dirsi soddisfacente,  da una situazione positiva per quanto riguarda produzione industriale ed occupazione, da una finanza pubblica sotto controllo, da un sistema creditizio che è stato messo in sicurezza e dal debito che ha cominciato a scendere.

Si assiste sì alla crescita, ma il fattore di maggiore interesse è la presenza degli strumenti e delle misure che alimentano il motore dell crescita, ovvero l’industria in un contesto tecnologico in rapido cambiamento.

Ogni misura è stata pensata ed è finalizzata a sostenere il processo e l’attività di innovazione, leva primaria che sostiene la crescita.

Il lavoro del governo ha seguito due direttrici principali:

  • misure “Impresa 4.0”: (i.e. super ammortamento/iper ammortamento) che hanno come diretta conseguenza investimenti delle imprese;
  • misure di finanza per la crescita: che hanno l’obiettivo di mettere a disposizione disponibilità finanziarie nella forma e nelle condizioni migliori per essere convogliate verso l’innovazione.

La sfida ora: accelerare quel che è stato fatto negli anni passati, rafforzare i fondamentali quali la capacità di crescita delle imprese, la capacità competitiva delle esportazioni, la capacità di creare lavoro, la tendenza al consolidamento delle finanze pubbliche, continuando la strada che è stata intrapresa.

 

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Il punto della situazione

 

Il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda ha presentato i dati maggiormente rilevanti, indicatori dei risultati ottenuti alla fine del 2017.

Innanzitutto gli obiettivi che il governo si era posto avevano 4 filiere di riferimento:

  • investimenti innovativi
  • competenze
  • infrastrutture abilitanti
  • strumenti pubblici di supporto

Sui beni incentivati attraverso super ed iper ammortamento, c’è stata una crescita dell’11%.
Il ministro Calenda ha affermato che l’iper-ammortamento è la frontiera dell’Industria 4.0; nella struttura di Impresa 4.0, per il 2018, si inizia ad alleggerire il super-ammortamento mentre l’iper-ammortamento rimane forte in quanto spinge la frontiera dell’innovazione. Strettamente collegato al tema innovazione è il tema esportazione: queste sono infatti le due direttrici che vanno coltivate in maniera sinergica, l’una imprescindibile rispetto all’altra.

Per quanto riguarda la misura del credito di imposta su ricerca ed innovazione, questo è stato cambiato nella finanziaria 2017 fatta nel 2016: è stato aumentato e semplificato. La risposta ottenuta è stata che le imprese che ne hanno beneficiato sono più che raddoppiate.

Preso un campione di 24.000 imprese, interrogate sul tema “spesa in ricerca, sviluppo ed innovazione”, i risultati hanno fatto emergere che il numero delle imprese che spendono in R&S&I e ritengono la misura molto utile sia circa l’80% del campione, (risultato in aumento), con un aumento medio previsto in termini dimensionali che va tra il 10 ed il 15%.

Rispetto al 2016, nel 2017 le imprese che hanno beneficiato del credito di imposta R&S&I sono aumentate del 104%.

Le imprese sono tornate ad investire, la politica è stata a supporto.

Tra gli strumenti pubblici di supporto, di fondamentale importanza il  fondo di garanzia che favorisce l’accesso alle fonti finanziarie delle PMI attraverso la concessione di una garanzia pubblica. Il fondo è stato rinnovato per un ammontare equivalente di circa un miliardo di euro, che va a garantire un importo di crediti alle imprese che si attesta intorno ai 20miliardi di euro.

Mentre il Venture Capital rimane un punto di difficoltà, in tema contratti di sviluppo i risultati si possono dire soddisfacenti: in base ai dati di Invitalia aggiornati a gennaio 2018, sono stati attivati investimenti per un totale di 4 miliardi di euro, con 2 miliardi di agevolazioni concesse e circa 58mila posti di lavoro creati/salvaguardati.

Altri due temi caldi sono stati affrontati e spiegati dal ministro Calenda, per dare contezza del Network Nazionale Impresa 4.0.

Il passo importante che è stato compiuto è stato quello di far conoscere “Impresa 4.0”, di veicolare l’idea di cosa fosse questa rivoluzione del modo di produrre e del modo di lavorare. Prima che tali provvedimenti fossero attuati, la percezione della rivoluzione e della sfida che stiamo attraversando, in particolar modo per quanto riguarda il mondo manufatturiero, era bassissima.

Oggi la situazione è cambiata, le imprese ed i sindacati sanno cosa è “Impresa 4.0”, e questa conoscenza ora va qualificata, in modi diversi ed a livelli diversi:

Ecco quindi che i punti impresa digitale che fungono da elemento puramente informativo e di avvicinamento delle imprese (in particolare Piccole e Medie) affinchè capiscano il concetto, mentre i centri di competenza hanno come obiettivo offrire un altissimo livello di specializzazione, di fungere da cetri di alta formazione e sviluppo per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Il ministro Calenda ha altresì affermato di considerare il bando relativo ai competence center un “fallimento” del piano, tuttavia, nonostante sia stato necessario un anno per prepararlo, ora è partito e di primaria importanza sarà l’offerta che viene dalle imprese e dalle università.

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…previsioni ed obiettivi per il futuro

 

Il piano, con il nuovo anno, cambia nome: non più Industria 4.0 ma Impresa 4.0, e vale 9,8 miliardi di euro.

Il principale cambiamento riguarda il focus, che viene spostato su 2 elementi principali: competenze e formazione.

La formazione è la chiave di volta affinchè la rivoluzione in atto non abbia un risvolto negativo nei confronti dei lavoratori italiani e dev’essere un elemento cardine per rendere questa transizione una transizione a somma positiva.

Se negli anni della crisi erano diminuiti enormemente gli investimenti in formazione, oggi l’insererimento del credito di imposta sulla formazione deve dare una spinta propulsiva.

Secondo elemento, a proposito degli istituti tecnici, il ministro Calenda ne ha sottolineato l’importanza ed il ruolo, affermando che sono da considerarsi una soluzione strutturale e meno costosa che si possa trovare in risposta alle esigenze attuali.

Il totale delle risorse stanziate è ripartito tra diverse manovre:

una parte andrà a consolidare gli investimenti in innovazione (Iperammortamento e Superammortamento, Nuova Sabatini, Fondo di Garanzia, Piano straordinario Made in Italy) ed una parte per potenziare investimenti in capitale umano (Credito di imposta formazione 4.0, Fondo per il capitale Immateriale, Istituti Tecnici Superiori, spesa corrente e spesa capitale).

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