Cos’è il piano Transizione 4.0? Quali sono le spese agevolabili previste? La centralina IOTBOX può usufruire di queste agevolazioni? In che modo?

In questa pagina, un vademecum per orientarsi tra le opportunità offerte dal legislatore e i documenti necessari. In calce alla pagina è possibile scaricare il PDF del certificato attestante la conformità di IOTBOX a quanto richiesto dalla legge per poter accedere agli incentivi. Altri documenti verranno resi disponibili in itinere.

Piano transizione 4.0

Quasi 24 miliardi di euro è la cifra, a valere sul fondo Recovery and Resilience Facility, delle risorse messe in campo dalla Legge di Bilancio 2021 per potenziare il Piano Transizione 4.0, che va a sostituire i precedenti “Impresa 4.0” e “Industry 4.0”.
L’attuazione del piano, anticipata al 16 novembre 2020, coprirà un arco temporale di quasi 3 anni, che ricomprende il 2021 e il 2022 nella loro interezza e si concluderà il 30 Giugno 2023.

La legge di Bilancio ha sostituito super e iperammortamento in favore delle imprese con un tax credit per le spese sostenute a titolo di investimento in beni strumentali nuovi.

L’art. 1, commi 1051-1063 e 1065, della legge di Bilancio 2021 (l. n. 178/2020) nell’ambito del rafforzamento del programma “Transizione 4.0”, estende fino al 31 dicembre 2022 la disciplina del credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi, potenziando e diversificando le aliquote agevolative, incrementando le spese ammissibili e ampliandone l’ambito applicativo.

Per le imprese che hanno investito in beni strumentali, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, il tax credit spettante per i beni ordinari per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 mln di euro, è utilizzabile in compensazione anche in un’unica quota annuale. Nel caso in cui l’impresa acquisti beni 4.0, ma l’interconnessione avvenga in un periodo d’imposta successivo a quello della loro entrata in funzione, nel primo anno “di effettiva interconnessione” la stessa, potrà iniziare a fruire del credito d’imposta che spetterebbe come se avesse acquistato beni ordinari.

Per quanto concerne gli investimenti 4.0, le imprese sono tenute a produrre, inoltre, una perizia asseverata rilasciata da un tecnico (ingegnere o da un perito industriale) iscritto all’albo o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e possiedono caratteristiche tecniche riconducibili agli elenchi di cui agli allegati A e B allegati alla legge n. 232/2016.
Per i beni il cui costo unitario di acquisizione non supera i 300 mila euro, la perizia può essere sostituita con una dichiarazione resa dal legale rappresentante. Qualora nell’ambito delle verifiche e dei controlli riguardanti gli investimenti previsti si rendano necessarie valutazioni di ordine tecnico concernenti la qualificazione e la classificazione dei beni, l’Agenzia delle entrate può richiedere al MISE di esprimere un proprio parere.

A questi crediti d’imposta non si applicano i limiti generali (700.000 euro, elevato a 1 milione per il 2020 dal decreto Rilancio, n. 34 del 2020) e i limiti speciali (cd. limite di utilizzo, 250.000 euro) di cui all’articolo 1, comma 53, della legge n. 244/2007, e di cui all’articolo 34 della legge n. 388/2000; inoltre non è preclusa l’autocompensazione del credito in presenza di debiti iscritti a ruolo (articolo 31 del D.L. n. 78/2010).

Per i beni materiali ricompresi nell’allegato A annesso alla legge di bilancio 2017, cioè quelli funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, il credito d’imposta spetta nelle seguenti misure:

In caso di investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (ovvero fino al 30 giugno 2022, se entro il 31 dicembre 2021 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo):

  • 50% del costo di acquisizione, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
  • 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni.

In caso di investimenti effettuati dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo):

  • 40% del costo di acquisizione, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni;
  • 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni.

IOTBOX in ottica Transizione 4.0

Leggiamo ora quanto espresso dalla normativa focalizzando l’attenzione sull’offerta Ynnova – Arag: IOTBOX, collegato ai computer Bravo180S, 350S, 400S, 400SLT (a breve sarà disponibile anche la versione per Delta80T).
L’acquisto di questi beni assolve i requisiti richiesti dall’Agricoltura 4.0 e consente agli acquirenti di usufruire delle agevolazioni fiscali messe a disposizione dal legislatore.
La regola generale prevede che chi fruisce del credito d’imposta e non vuole subirne la revoca deve conservare la documentazione idonea a dimostrare il sostenimento della spesa e la corretta determinazione dei costi. A tal fine il legislatore fornisce le seguenti indicazioni:
  • le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni devono contenere l’espresso riferimento alle norme agevolative
  • per i beni Industria 4.0, va prodotta una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui agli allegati A e B annessi alla legge n. 232/2016 e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura (per i beni di costo unitario non superiore a 300mila euro, basta una dichiarazione resa dal legale rappresentante).

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche del prodotto, Ynnova e Arag hanno messo a disposizione l’attestato  di conformità di IOTBOX, emesso da un noto ente certificatore, che assolve al primo requisito ovvero la richiesta di provare che i beni siano in possesso delle caratteristiche tecniche indicate nell’allegato A della legge 232/2016.
Tuttavia l’interconnessione e l’integrazione non possono essere verificati presso il fornitore, in quanto strettamente correlati alle condizioni operative presso l’utilizzatore.
Si rende necessario quindi il successivo completamento dell’attività di attestazione, relativa alle condizioni di funzionamento del bene presso l’utente, come richiesto dalla Norma.
Si dovrà procedere alla descrizione tecnica dei requisiti di interconnessione (modalità di scambio di informazioni, identificazione univoca informatica) e alla descrizione delle modalità in grado di dimostrare l’interconnessione della macchina/impianto.

Dal momento che il costo del prodotto IOTBOX è inferiore ai 300.000€, l’acquirente non avrà l’obbligo di rivolgersi ad un ente certificatore ma potrà produrre una dichiarazione, resa dal legale rappresentante dell’azienda, a testimonianza di quanto indicato.
Un’ultima parentesi relativa alla documentazione da conservare, successivamente all’acquisto di IOTBOX.

Il cliente troverà in fattura e sul documento di trasporto l’indicazione della norma di riferimento: “Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, commi 1051 – 1063,Legge 178 del 30.12.2020”.
Si consiglia di inserire tale dicitura anche negli ordini di acquisto emessi a cura del cliente, per poter evidenziare con semplicità il processo di acquisto nel caso di controlli da parte delle entità competenti.

La presente pagina fornisce informazioni a scopo divulgativo, si rimanda per ogni informazione alle fonti ufficiali.